GIOVANI PIÙ VIOLENTI SE LA DIETA È SBAGLIATA

Chi mangia cibi poco sani sviluppa atteggiamenti violenti. E’quanto dimostrato da un gruppo di studiosi dell'Università di Oxford, che ha esaminato la dieta di mille giovani detenuti di età compresa tra i 16 e i 21 anni, in ben tre riformatori britannici.

I ragazzi nutriti in modo sano hanno ridotto di un terzo i loro comportamenti violenti all'interno dei riformatori; l’esperimento è stato condotto su un campione di 231 ragazzi.

Alla base dell’esperimento c’è l’ipotesi per cui quando il cervello ha una mancanza di nutrienti, in particolare di acidi Omega-3, riduce l’autocontrollo e il tempo di attenzione. ''Non vogliamo dimostrare che il cibo èl'unico fattore che influenza il comportamento - ha chiarito in un’intervista al quotidiano britannico 'The Independent' John Stein, professore di psicologia - ma che finora ne abbiamo sottovalutato l'importanza''.

Visti i risultati positivi raggiunti sarebbe utile, per gli studiosi, diffondere apposite tabelle nutrizionali pure nelle scuole con l’obiettivo di diminuire il tasso di criminalità anche fuori dalle carceri.

Tutti pazzi per la dieta di miss Cruise

Avete mai sentito parlare di Dieta KH? Non si tratta di un nuovo esperimento scientifico, ma del regime alimentare messo in atto, e debitamente pubblicizzato, dalla bella ed esile Katie Holmes, moglie di Tom Cruise e mamma della piccola Suri.

Nonostante possieda una linea da fare invidia, l'ex protagonista di Dawson's Creek ha dichiarato alla stampa di volersi rimettere in forma, e con largo anticipo, per la famigerata prova bikini. Alla faccia di tutte le comuni mortali che un mese prima delle vacanze sperano sempre di trovare il rimedio miracoloso per buttare giù quei chiletti di troppo accumulati a Natale...

Ma quale sarà il segreto della giovane signora Cruise? Una dieta a base di ingredienti rari cucinata da chef rigorosamente vicini a Scientology? In realtà, solo e soltanto broccoli biologici. O meglio: una scodella di minestra di carote a colazione seguita da broccoli crudi sia a pranzo che a cena.

Non esattamente quello che si dice una dieta equilibrata... ma a quanti le hanno chiesto come facesse a resistere alle estenuanti sessioni di jogging quotidiano insieme al marito, Katie ha spiegato che, insieme ai broccoli, la coppia assume anche piccole quantità di proteine ingerite attraverso del tofu al vapore o del pesce. Praticamente una Mission Impossible!

Dieta proteica: aiuta gli anticancro?

GLI stili di vita, e l'alimentazione in primis, potrebbero incidere sul funzionamento dei farmaci di ultima generazione. Cioè i medicinali messi a punto per accendere o spegnere i geni ritenuti responsabili dell'insorgenza di alcune malattie, come i tumori. Ne sono convinti i ricercatori dell'università di Manchester, Gran Bretagna, che hanno pubblicato uno studio su Nature Genetics, basato su alcune sperimentazioni, condotte però finora solo su lieviti. La chiave di volta del meccanismo identificato risiederebbe in un'area del codice genetico delle cellule chiamato proteasoma.
Le sue funzioni sono ancora in parte sconosciute. Ma di fatto viene usato per tenere alla larga le proteine non "gradite". "In alcune cellule cancerose", rivela la coordinatrice della ricerca, Daniela Delneri, "il proteasoma sembra non funzionare a dovere. E infatti alcuni farmaci anticancro, gli inibitori del proteasoma, agiscono proprio bloccando alcuni suoi geni".
Partendo da questo assunto, gli scienziati hanno studiato alcuni lieviti del pane, che hanno qualche gene in comune con l'uomo.
In pratica hanno "scippato" il Dna di questi microrganismi di una copia di questi geni, che vanno sempre in coppia. E poi hanno sottoposto i lieviti a una serie di ambienti differenti, con l'aiuto di composti chimici. In questo modo hanno "simulato" gli stili di vita umani. Gli scienziati pensavano di scoprire che le cellule con una sola copia del gene funzionassero male. "Ma in alcuni casi è successo anche il contrario. Soprattutto con i derivati dell'azoto".
Un risultato che ha fatto supporre ai ricercatori che lo stesso possa avvenire anche con le cellule del tumore a contatto con gli inibitori del proteasoma. Insomma, trasferendo i risultati all'uomo, dicono gli scienziati, "una dieta ricca di proteine potrebbe amplificare gli effetti dei nuovi farmaci anticancro. Mentre non assumere proteine in quantità sufficienti potrebbe essere controproducente in termini di effetti della terapia".
Si tratta però ancora di una speculazione che necessita della conferma di numerosi altri studi, di laboratorio e sugli animali, prima di poter dire che lo stesso meccanismo si possa innescare nell'uomo. Cosa che gli studiosi vorrebbero accertare al più presto.

Cosa è il Pilates e come funziona

Pilates


Il Metodo Pilates (detto anche semplicemente Pilates) è un sistema di allenamento sviluppato all'inizio del 20° secolo da Joseph Pilates. Pilates ha scritto almeno due libri sul metodo Pilates: Return to Life through Contrology e Your Health: A Corrective System of Exercising That Revolutionizes the Entire Field of Physical Education.

Joseph Pilates nel suo studio a New York con la moglie Clara e la nipote Mary.
Joseph Pilates nel suo studio a New York con la moglie Clara e la nipote Mary.

Pilates ha chiamato il suo metodo Contrology, con riferimento al modo in cui il metodo incoraggia l'uso della mente per controllare i muscoli. È un programma di esercizi che si concentra sui muscoli posturali, cioè quei muscoli che aiutano a tenere il corpo bilanciato e sono essenziali a fornire supporto alla colonna vertebrale. In particolare, gli esercizi di Pilates fanno acquisire consapevolezza del respiro e dell'allineamento della colonna vertebrale rinforzando i muscoli del piano profondo del tronco, molto importanti per aiutare ad alleviare e prevenire mal di schiena. Con questo metodo di allenamento non si rinforzano solo gli addominali ma si rinforzano anche le fasce muscolari più profonde vicino alla colonna e intorno alle pelvi. Il punto cardine del metodo è la tonificazione e il rinforzo del Power House, cioè tutti i muscoli connessi al tronco: l'addome, i glutei, gli adduttori e la zona lombare. Gli esercizi che si eseguono sul tappetino (Pilates Mat Work) devono essere lenti, fluidi e perfettamente eseguiti, devono inoltre essere abbinati ad una corretta respirazione.

Il metodo Pilates non ha marchio di registrazione per cui ogni insegnante di educazione fisica motoria lo può avvicinare al suo stile e alla sua personalità, ma si deve rifare ai principi basilari del Pilates che sono sei:

  1. la Respirazione sempre ben controllata e guidata dall'aiuto dell'insegnante come nella pratica dello Yoga (nello specifico nel Pilates si inspira nel cominciare l'esercizio e nel momento dello sforzo maggiore si espira, a differenza dello Yoga, si inspira con il naso e si espira sia con il naso che con la bocca e per ogni esercizio ha un suo precipuo ritmo);
  2. il Baricentro, sinonimo di Power House, visto come centro di forza e di controllo di tutto il corpo;
  3. la Precisione, ogni movimento deve avvicinarsi alla perfezione e quindi deve essere lento, un lavoro a circuito chiuso dove l'insegnante deve avere continui feedback dall'allievo;
  4. la Concentrazione, massima attenzione e concentrazione in ogni esercizio, la mente deve essere il supervisore per ogni singola parte del corpo;
  5. il Controllo, controllo su ogni parte del corpo, non si devono effettuare movimenti sconsiderati e trascurati;
  6. la Fluidità, questo principio è la sintesi di tutti i concetti precedenti. Nella sua forma più eccelsa il Pilates è "poesia in movimento" (pag. 12 del libro "Pilates, la promessa di un corpo nuovo" di Alycea Ungaro).